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Corsa al recupero del ‘G-2’

Disponible en: English, 中文, русский, العربية, français, Español

di Robert B. Zoellick e Justin Yifu Lin

Venerdì 6 marzo 2009

Originally published in the Washington Post, March 6, 2009

 

La crescita economica cinese crollerà nel 2009. Gli Stati Uniti stanno attraversando una grave recessione. Affinché l’economia mondiale possa riprendersi, queste due potenze economiche dovranno collaborare e diventare il solo riferimento per il Gruppo di 20. Senza un G-2 solito, il G-20 non potrà che deludere.

 

E’ necessario prendere coscienza una volta per tutte. La causa originaria dell’ampio squilibrio dei pagamenti globali è strutturale: eccessivi consumi negli Stati Uniti ed eccessivi risparmi in Cina. Per gli Stati Uniti il boom dei consumi è stato alimentato dalle bolle dell'azionario e dell'immobiliare, seguito dal collasso del tasso di risparmi americano. Per la Cina, il disavanzo a livello di risparmi è la conseguenza di distorsioni strutturali a livello dei settori finanziario, aziendale e risorse.

 

Il tasso di risparmio in Cina, pari alla metà del suo prodotto interno lordo, è decisamente superiore a quello degli altri paesi. Ma questo non perché i lavoratori stanno risparmiando.  Naturalmente il tasso di risparmio delle famiglie in Cina è dell’ordine del 20% del PIL, simile a quello dell’India. La percentuale maggiore di risparmi si è registrata da parte delle grandi aziende cinesi. Le piccole e medie imprese, che occupano l'80 percento dei lavoratori, possono accedere solo minimamente ai servizi finanziari perché il settore è dominato dalle grandi banche che essenzialmente lavorano con grandi imprese. La mancanza di accesso ai servizi finanziari per le piccole imprese ritarda la loro crescita, riduce l'occupazione ed esercita pressioni al ribasso sugli stipendi. In effetti, la struttura finanziaria distorta in Cina significa che il cittadino comune e le piccole e medie imprese sono state finanziate da grandi aziende ed i nuovi ricchi attraverso stipendi e tassi di interesse bassi.

 

Una rivalutazione della valuta cinese – un cambiamento dei prezzi relativi – non è lo strumento primario per risolvere i problemi strutturali e gli squilibri che hanno prodotto. Infatti la diplomazia economica tra Stati Uniti e Cina dovrebbe concentrarsi su altri problemi.

 

Prima di tutto i due paesi dovrebbero coalizzarsi per evitare una recessione globale protratta. Entrambi hanno annunciato l’implementazione di pacchetti di stimoli economici. Gli Stati Uniti ancora una volta fanno affidamento sul supporto ai consumi, la Cina invece sta nuovamente incanalando i suoi fondi verso gli investimenti. Questa è sicuramente la risposta naturalmente alle preoccupazioni immediate, ma nel tempo gli Stati Uniti dovranno sostenere i loro risparmi ed investimenti mentre la Cina dovrà aumentare i consumi e non solo la sua capacità. La Cina sta predisponendo un secondo pacchetto di stimoli che dovrebbe concentrarsi sulla creazione dei potere di acquisto per i consumatori più poveri così come sulla costruzione di "infrastrutture flessibili" a servizio delle aziende e "infrastrutture solide" per ridurre i colli di bottiglia alla crescita (che dovrebbero a loro volta aumentare la produttività).

La Cina sta inoltre cercando di ovviare ai danni ambientali provocati da risorse sottocosto. Da parte loro gli Stati Uniti dovrebbero implementare politiche monetarie, del credito e di ristrutturazione dei suoi asset per alimentare il sistema finanziario in modo tale che il pacchetto di stimoli abbia un'opportunità di funzionare. Entrambe devono evitare il protezionismo ed assistere i paesi poveri vulnerabili.

 

Inoltre il dialogo economico strategico tra Cina e Stati Uniti dovrebbe concentrarsi su come ridurre gli squilibri strutturali consumi-rispami in entrambe i paesi. Per raggiungere gli obiettivi dei suoi leader e creare una "società armoniosa", la Cina deve migliorare la distribuzione del suo reddito. La fase successiva delle riforme cinesi dovrebbe permettere di sostenere le misure di previdenza sociale, gli stipendi, le efficienze di servizi- settori e una corretta definizione dei prezzi delle risorse ed attività “verdi – misure che tutte insieme potrebbero aumentare consumi ed importazioni. In particolare la Cina dovrebbe promuovere il settore bancario locale per servire meglio le piccole e medie imprese, compresi i prestatori micro-finanziari. Dovrebbe  aprire gli oligopoli, per esempio a livello di telecomunicazioni, alla concorrenza. Inoltre la liberalizzazione del mercato e degli investimenti ai servizi dovrebbe rendere i mercati cinesi più competitivi e produttivi e dovrebbe ridurre le tensioni commerciali. Senza aumento delle importazioni, la Cina dovrà affrontare il rischio di correzione solo attraverso un pesante e doloroso crollo delle esportazioni.

 

Gli Stati Uniti, a loro volta, dovranno riequilibrare risparmi e consumi. Non potranno permettersi di ritornare ai giorni di concessione massiccia di carte di credito per finanziare i consumi non vincolati. Dovrà recuperare il controllo sui deficit di bilancio in continua espansione, sostenuti essenzialmente dall’autorizzazione alle spese. Dovrà anche sostenere investimenti a livello di istruzione, ricerca e sviluppo e tecnologia - con continuata apertura agli investimenti, beni, idee e persone talentuose - per rimanere la maggiore economia mondiale.

 

Tali correzioni andranno di pari passi con la riduzione del rischio di agitazione economica globale. Esistono reciproci incentivi solidi: gli Stati Uniti è il paese più importante di destinazione delle esportazioni cinesi, e la Cina è il maggiore investitori nel debito di stato americano.

La loro interdipendenza economica è consolidata.

 

Gli squilibri delle economie cinese ed americana potranno essere risolti solo gradualmente. Ma è un dato di fatto che vadano risolti. Un recupero che si fondi sugli incentivi ai consumi negli Stati Uniti e facile accesso al denaro da parte dei risparmi oltremare sfocerebbe in una reiterazioni di errori, con conseguenze gravissime per i  mercati e le politiche globali. Anche se gli Stati Uniti sono in prima linea oggi verso l’attuale soluzione alla crisi economia mondiale, hanno la responsabilità di forgiare l’economia di domani.

 

Robert B. Zoellick è presidente e Justin Yifu Lin chief economist and senior vice president di development economics di World Bank Group.

 




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