Contatti: A London: Derek Warren +44-20-7592-8402 dwarren1@worldbank.org A Washington: David Theis 1-202-458-8626 dtheis@worldbank.org Londra, 31 marzo 2009 — Il Presidente di World Bank Group Robert B. Zoellick ha dichiarato che assisteremo ad un profondo rallentamento della crescita economica nei paesi in via di sviluppo quest’anno, mettendo i poveri ancora più a rischio. Il Gruppo dei 20 non dovrebbe evitare di combinare idee ed azioni per recuperare fiducia a livello dell’intera economia mondiale. Intervenendo presso Thomson Reuters Newsmaker a Londra, Zoellick ha sostenuto che le numerose sfide immediate poste dalla crisi potranno essere risolte se il Gruppo dei 20 riformasse e migliorasse i poterei delle istituzioni internazionali esistenti per aiutare a resistere al protezionismo, a valutare l’efficacia dei pacchetti di stimoli ed a monitorare le riforme del settore bancario. “Non è certo il momento per la compiacenza. Non è il momento per fare credere erroneamente che si è fatto tutto quello che si doveva fare. Non è il momento per le risposte nazionalistiche o addirittura regionalistiche eccessivamente limitate. La sola certezza che possiamo desumere dagli eventi dell’ultimo anno è la nostra incapacità di prevedere quello che succederà , e come potranno scatenarsi altri eventi inattesi,†Zoellick ha precisato nel suo discorso prima dell’apertura del summit del G-20 a Londra. Zoellick ha confermato che nuovi dati di World Bank dimostrano senz’ombra di dubbio che la crescita economica nei paesi in via di sviluppo rallenterà pesantemente al 2,1 percento nel 2009, un crollo superiore a tre punti percentuali rispetto allo scorso anno. La crescita peggiorerà gradualmente in Europa Centrale ed Orientale, in Asia Centrale, in America Latina e nei Caraibi. Oltre 53 milioni di persone vivranno nella povertà quest’anno, sopravvivendo con meno di $1,25 al giorno a causa della crisi. L’economia mondiale si contrarrà dell’1,7 percento rispetto ad una crescita pari all’1,9 percento nel 2008 – il primo vero declino mondiale dalla fine della Seconda Guerra Mondiale. Il commercio globale di beni e servizi crollerà del sei percento quest’anno, il peggior crollo degli ultimi 80 anni. I poveri nei paesi in via di sviluppo hanno meno tamponi per proteggersi contro gli effetti della crisi. “A Londra, Washington e Parigi si parla di bonus o non bonus. In alcune parti dell’Africa, Sud-Est asiatico e l’America Latina la lotta invece è per mangiare,†ha dichiarato Zoellick. Citando le iniziative di World Bank a livello di micro-finanza, infrastruttura e capitalizzazione bancaria, Zoellick ha sostenuto che sarebbe importante che i governi, le istituzioni internazionali, la società civile ed il settore privato mobilitasse risorse innovando costantemente al tempo stesso. Quale esempio dell’ultima innovazione di World Bank, Zoellick ha sostenuto che spererebbe che il G-20 accettasse di partecipare all’investimento di $1 miliardi proposto da World Bank con finanziamenti dai governi e dalle banche di sviluppo regionali. Questi fondi pubblici potranno essere sfruttati con accordi di condivisione dei rischi in collaborazione con partner del settore privato, ad esempio Standard Chartered, Standard Bank e Rabobank.  “Il supporto del G-20 ci aiuterà ad essere più dinamico, aumentando così il supporto concesso,†ha ammesso Zoellick. Zoellick ha sottolineato che coloro che hanno riconosciuto la scala della crisi di oggi stanno sempre più chiedendo regimi di nuova governance globale. Ma la sfida immediata è rappresentata dalla possibilità di riformare, aumentare i loro poteri ed utilizzare le istituzioni esistenti in maniera maggiormente efficace, compresa una maggiore rappresentanza concessa ai paesi in via di sviluppo. “Se I leader credessero fermamente nella creazione di nuove responsabilità globali o governance, allora comincerebbero a considerare seriamente quanto sia importante modernizzare il multilateralismo per permettere a WTO, FMI e World Bank Group di monitorare le politiche internazionali,†Zoellick ha aggiunto. “Nuova luce a livello dei processi decisionali contribuirebbe ad aumentare la trasparenza, responsabilità e coerenza a livello delle politiche nazionali.†Zoellick ha dichiarato che I leader mondiali dovrebbero imparare dalle precedenti crisi economiche in America Latina degli anni 80 ed in Asia degli anni 90 e non ripetere gli errori già commessi ignorando i più vulnerabili. I paesi in via di sviluppo necessitano aiuto. Solo una soluzione globale permetterà di risolvere una crisi globale. “Non è forse ora di istituzionalizzare il supporto per I più vulnerabili nel corso delle crisi, soprattutto coloro che non possono farcela da soli?†si chiede Zoellick, che ha proposto che i paesi industrializzati allochino lo 0,7 percento dei loro pacchetti di stimoli per un Vulnerability Fund a favore dei paesi in via di sviluppo. “Un impegno a favore della costruzione di strutture a supporto e finanziamento della rete di sicurezza per coloro che sono maggiormente a rischio eviterebbe ancora una volta di confermare l’accettazione da parte del gruppo G di un mondo a due velocità , con summit per i sistemi finanziari ed il silenzio per i poveri.â€Â   “Nel corso degli ultimi sessant’anni abbiamo capito come i mercati riescono a far uscire dalla povertà centinaia di milioni di persone allargando la libertà . Ma abbiamo anche assistito a come la grettezza e la crudeltà annullino qualsiasi tentativo di emergere,†Zoellick ha concluso. “Per il ventunesimo secolo, abbiamo bisogno di economie di mercato con volti umani. Le economie di mercato umane dovranno riconoscere la responsabilità dei singoli individui e della società .† Per maggiori informaizoni su World Bank visitare il sito web al seguente indirizzo www.worldbank.org  |