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Knowledge Economy Forum 2008: LE PICCOLE E MEDIE AZIENDE INNOVATIVE SONO ESSENZIALI ALLO SVILUPPO ECONOMICO DELL’EUROPA E DELL’ASIA CENTRALE

Il lancio del rapporto Globalization and Technology Absorption in Europe & Central Asia (Globalizzazione e assimilazione della tecnologia in Europa e Asia Centrale) della Banca Mondiale
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Contatti: Università – Silvia Mangialardo

s.mangialardo@univpm.it

Banca Mondiale – Massimiliano Paolucci  39-06/77710204
mpaolucci@worldbank.org

ANCONA, Italia, 17 giugno, 2008 — Le piccole e le medie aziende sono i catalizzatori del progresso nel mondo e le principali fonti di posti di lavoro nuovo, innovazione e attività economica.  In tanti stati dell’Europa dell’est e dell’Asia Centrale, però, lo sviluppo e la sostenibilità delle piccole e medie aziende dislocate nei mercati emergenti sono spesso limitati dalla carenza di finanziamenti del debito e dell’equity financing oltre che dalle leggi, dalle normative e dalle procedure che spesso limitano piuttosto che promuovere lo spirito imprenditoriale e l’innovazione.

L’intento del Knowledge Economy Forum2008 è di esaminare queste carenze al fine di aiutare gli stati dell’Europa dell’est e dell’Asia Centrale nel loro viaggio di transizione verso una realtà basata sempre più su un forte patrimonio conoscitivo.  Il forum di quest’anno, tenuto dalla Banca Mondiale e dall’Università Politecnica delle Marche ad Ancona (Italia) dal 17 al 19 giugno, concentrerà i suoi lavori sul tema L’assimilazione della tecnologia da parte di piccole e medie aziende e sui temi discussi durante gli incontri precedenti. Inoltre, il Forum esplorerà altri aspetti del tema tra cui, in particolare, il ruolo svolto dallo stato nell’assistere e agevolare le piccole e medie aziende (Small and Medium Sized companies, ovvero SME). 

 

Il Forum, che si terrà nelle Marche, in Italia, esattamente ad Ancora, si propone di esaminare il successo dell’industria e dell’artigianato locale caratterizzato da tante piccole e medie aziende produttrici di articoli di classe mondiale, tra cui mobili, elettrodomestici e capi di abbigliamento.  Il Forum di quest’anno esaminerà l’importanza della collaborazione tra settore pubblico e privato ai fini dello sviluppo delle piccole e medie aziende più innovative, discuterà le varie modalità di apprendimento da questa esperienza da parte degli stati dell’Europa dell'est e dell’Asia Centrale e concepirà e attuerà politiche più forti a sostegno delle piccole e medie aziende (SME).  Numerose aziende, piccole e medie, parteciperanno al Forum e condivideranno le proprie esperienze.

 

“Siamo lieti di poter organizzare questo scambio di esperienze tra gli stati dell’Europa dell'est e dell’Asia Centrale”, commenta Ted Ahlers, Direttore del reparto Strategy & Operations della Banca Mondiale, “sui temi che riguardano il ruolo delle reti informative, il ruolo del settore privato nel trasferimento delle tecnologie, l’innovazione e lo sviluppo della produttività.  Il Forum permetterà il confronto tra il settore privato, il settore pubblico e la comunità dedita alla ricerca, oltre al confronto tra i nuovi stati UE e le altre nazioni della regione.  È proprio questo tipo unico di interazione che stimola lo sviluppo di prodotti nuovi, l’innovazione dei processi produttivi e dei servizi di assistenza, nonché la comprensione, a livello statale, degli elementi necessari per facilitare la collaborazione”.

 

Il Forum esaminerà anche il modo in cui lo sviluppo del capitale umano, nella fascia alta, e il workshop svolgano un ruolo cruciale per l’innovazione, la commercializzazione e l’immissione nel mercato di prodotti di qualità – il Forum esaminerà le esperienze comparative di grandi aziende tedesche, di aziende innovative italiane e indiane, e le esperienze regionali del Brasile.  Un altro elemento importante ma impegnativo per le piccole e medie aziende è il rafforzamento delle relazioni tra gli istituti formativi e i centri di ricerca con i relativi settori industriali, oltre allo sviluppo dei rapporti tramite opportune partnership realizzate, spesso, grazie all’intermediazione di istituzioni preposte al trasferimento tecnologico.  Il Forum affronterà l’importanza degli standard della qualità internazionali a cui le piccole e medie aziende devono attenersi per inserirsi nelle reti globali di fornitura delle multinazionali.

 

Il Forum di Ancona porterà avanti i lavori del Forum di Cambridge, tenutosi l’anno scorso, e proseguirà lo studio del ruolo importantissimo svolto dagli enti regionali per facilitare l’ingresso nel mercato delle nuove aziende e realizzare un ambiente aperto che permetta lo scambio frequente di idee e di esperienze, un processo di “impollinazione” da parte degli “imprenditori inarrestabili” e dei professori più dinamici e intraprendenti.  L’Italia offre ottimi esempi di tale collaborazione in varie zone regionali, come lo dimostrano i settori specializzati di classe mondiale emersi da tali iniziative.

 

Il Forum guarderà anche al modo in cui la globalizzazione è e continuerà ad essere un elemento di forza molto potente, considerando il fatto che la Cina e l’India stanno salendo rapidamente la “scala dei valori” e dato il rinvigorimento probabile della concorrenza alla frontiera.

 

“Gli stati si trovano a dover affrontare il ‘Paradosso della Regina Rossa”, ha commentato Fernando Montes-Negret, Direttore Settore Privato/Finanziario (Private/Financial Sector Director) della Banca Mondiale. “In pratica devono correre di più per riuscire a rimanere nello stesso posto – cioè è necessario innovare e incrementare la produttività per poter mantenere gli standard attuali di vita nelle economie avanzate dell’OCSE.  Ecco perché il Forum inizierà i lavori con una sessione dedicata a “Globalizzazione e assimilazione della tecnologia”.

 

La globalizzazione e l’assimilazione della tecnologia in Europa e nell’Asia Centrale

 

Il nuovo rapporto della Banca Mondiale, Globalization and Technology Absorption in Europe and Central Asia (Globalizzazione e assimilazione della tecnologia in Europa e Asia Centrale), sviluppa proprio questo tema: Secondo Il ruolo del commercio, dell’FDI e della diffusione del patrimonio conoscitivo al di là delle frontiere (The Role of Trade, FDI and Cross-Border Knowledge Flows), uscito nel corso del Forum, per accelerare lo sviluppo industriale e incrementare la produttività e lo sviluppo economico degli stati dell’Europa dell'est e dell’ex Unione Sovietica è fondamentale che essi siano messi in grado di assorbire il patrimonio conoscitivo e le nuove tecnologie.  Secondo il rapporto questi obiettivi possono essere conseguiti incrementando gli scambi commerciali, incoraggiando gli investimenti diretti stranieri (FDI), facilitando le iniziative di ricerca e sviluppo (R&D) e investendo nella forza lavoro.

 

Il rapporto richiama l’attenzione al modello Aghion, secondo il quale non è sufficiente investire di più nelle iniziative R&D per accelerare lo sviluppo economico, ma è imperativo avere un approccio sistematico che favorisca la concorrenza e l’ingresso di nuove aziende nel mercato, l’aumento degli investimenti nell’istruzione universitaria, una forza lavorativa più elastica, mercati finanziari più aperti ai finanziamenti, il maggiore turnover delle aziende e migliori politiche statali.

 

Secondo il rapporto le politiche statali che incoraggiano le aziende ad esportare e invitano le aziende straniere ad investire nel territorio nazionale alimentano la concorrenza e l’innovazione a livello aziendale e aumentano, di conseguenza, l’assimilazione del patrimonio conoscitivo.  Secondo i sondaggi aziendali svolti dalla Banca Mondiale e i dati degli uffici brevetti USA ed europei le aziende straniere stanno contribuendo in modo significativo alle attività innovative imprenditoriali della regione dell’Europa dell'est e dell’Asia Centrale (ECA).  Le attività R&D locali di tali aziende, e il sostegno da esse fornito agli inventori che operano sul posto, producono un’elevata percentuale dei brevetti che emergono dagli stati ECA.

 

“L’apertura al commercio e agli investimenti stranieri è cruciale ai fini dell’assimilazione e della diffusione della tecnologia nella regione”, spiega Itzhak Goldberg, coautore del rapporto della Banca Mondiale.  “Ciò genera non solo pressioni competitive, ma amplia anche la diffusione dei migliori processi globali nei campi della tecnologia e delle tecniche gestionali.  Il nostro rapporto mostra che con l’aumento degli FDI si accresce l’assimilazione della tecnologia.  La scienza e le politiche sull’innovazione di tale regione dovrebbero essere tali da incoraggiare gli stati dell’Europa dell'est e dell’Asia Centrale a promuovere la collaborazione internazionale e a favorire un ruolo maggiore del settore privato nella generazione del patrimonio conoscitivo”. 

 

Il rapporto sottolinea la necessità di portare avanti le riforme per il passaggio da un modello tecnologico e scientifico dell’era socialista ad un sistema basato sui migliori processi globali, più integrato a livello internazionale, e guidato dal mercato.  I brevetti della regione ECA, per esempio, tendono a citare meno lo stato dell’arte globale e sono citati con minor frequenza nelle altre parti del mondo. Ciò dimostra che le comunità locali di ricerca e sviluppo sono isolate dai trend tecnologici internazionali. 

 

E mentre nel 2006 gli inventori in Russia, Ungheria, Polonia, Slovenia, Repubblica Ceca, Bulgaria, e Ucraina avevano, collettivamente, ottenuto un numero maggiore di brevetti USA rispetto a Cina ed India, negli ultimi anni la crescita del numero di brevetti USA concessi agli inventori in Cina e India è in testa.

 

Sul fronte del commercio e degli FDI, mentre i nuovi membri UE e l’Europa del sud-est attraggono gli investimenti diretti stranieri, altri stati come Bielorussia, Macedonia e Uzbekistan, ne attraggono pochi o niente.  Non solo. Le barriere agli scambi commerciali con la regione ECA sono, nell’insieme, tre volte più forti di quelle presenti per Paesi quali Indonesia e USA.

 

Per superare tali ostacoli, il rapporto ritiene consigliabile che la regione ECA concentri i propri sforzi sulla riduzione delle barriere all’ingresso e sulle modifiche da apportare alle normative sui servizi aziendali; il rapporto suggerisce, inoltre, di intensificare gli investimenti e la collaborazione R&D a livello internazionale e di facilitare gli scambi commerciali (miglioramento delle procedure doganali, risoluzione dei problemi normativi riguardanti i servizi di trasporto). 

 

Per quanto riguarda la Comunità degli Stati Indipendenti e gli stati dell’Europa del sud-est, c’è ancora tanto da fare. Le riforme dovrebbero essere focalizzate su vari fronti: ristrutturazione delle aziende, facilitazione dell’ingresso e dell’uscita delle imprese dal mercato, facilitazione dell’accesso al credito e accelerazione delle riforme interne.

 




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